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(ANSA) -
Polizzi Generosa (Pe): cane da caccia intrappolato, salvo grazie alla Lav
Ci sono voluti cinque giorni per salvare a Polizzi Generosa (Palermo) un cane da caccia, del tipo segugio, lasciato dentro un cunicolo per le acque di scolo ove si era infilato probabilmente aizzato ad inseguire una preda. ''Quanto accaduto a Polizzi dimostra come ancora molto si debba fare nel campo dei diritti degli animali -
dimenticato persino dal suo padrone, sarebbe andato incontro ad una morte lenta ed atroce''.
A Polizzi gia' lunedi scorso la vicenda era chiusa. Sindaco, Vigili del
Fuoco, Polizia Municipale erano intervenuti e infine un verbale dei
veterinari Ausl certificava che il cane probabilmente era morto o forse gia' uscito da solo perche' non si sentivano rumori. Il cane, invece, era vivissimo. Dentro il cunicolo c'e' rimasto per altri 4 giorni finche' la LAV, appreso del caso, ha inviato urgentemente al Sindaco, alla Procura di Termini Imerese, alla Polizia Municipale, ai Vigili del Fuoco, al Corpo Forestale e alla Ausl una nota del proprio Ufficio Legale con la quale si chiedeva un deciso ed immediato intervento. Piu' segnalazioni, infatti, continuavano a ripetere che il cane era vivo e chiaramente udibile. Forse un pizzico di scrupolo in piu', e non la semplice burocratica consegna di un verbale, avrebbe evitato al cane quattro giorni di inutili sofferenze...
Il cane e' uscito vivo, sebbene i veterinari hanno dovuto somministrargli subito una flebo. Il cacciatore identificato dalle Autorita' quale proprietario del cane potrebbe, inoltre, essere denunciato per una falsa dichiarazione rilasciata alle Autorita' sanitarie. Egli, infatti, avrebbe dichiarato che il cane era microchippato ma, all'uscita dal cunicolo, si sarebbe riscontrato tutt'altro.
''Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia che il cane e' stato tratto in salvo -
per essere nottetempo intervenuto dopo la nostra nota -
La LAV ringrazia tutti coloro che hanno preso parte all'operazione di soccorso e naturalmente i cittadini che ci hanno segnalato il caso. Grazie anche a loro il cane e' ancora vivo.
10 / 10 / 2008
Dal 1° ottobre vietato portare sui treni animali che pesino più di 6 chili. Tante critiche.
Vietato viaggiare sui treni ai cani (e i gatti) sopra i 6 chili. Una nuova regola contro l’obesità canina? Assolutamente no. Si tratta invece della nuova norma, decisa da Trenitalia, per combattere la diffusione di pulci e zecche nei vagoni. Sembra una barzelletta, ma da ridere, in realtà, c’è ben poco.
La regola entrerà in vigore dal 1° ottobre e prevede il divieto di viaggiare per tutti i quadrupedi sopra il “peso massimo” di 6 kg. Tutti gli altri potranno salire, gratuitamente, ma in appositi trasportini, e in aggiunta solo se accompagnati da una certificazione veterinaria, non antecedente ad un mese, che assicuri l’esenzione dell’animale da infestazioni o patologie trasmissibili.
La regola ha una sola eccezione, i cani da guida per cechi. Tutti gli altri, esclusi i cihuahua? Prendano l’aereo.
Molto critici i veterinari
“Assurde, senza alcun fondamento sul piano scientifico, senza corrette nozioni di prevenzione e di igiene degli animali e totalmente incuranti delle esigenze di viaggio dei cittadini-
“Ci meraviglia -
L'Anmvi ribadisce, infine, che “non c'è alcuna ragione per sostenere che sui treni l'animale di proprietà costituisca un rischio per l'igiene, quando non lo è in nessun altro ambito, pubblico o privato che sia”.
Martini e Gasparri: si incentiva l’abbandono
Del resto non sono solo i veterinari ad essersi infuriari. Anche un esponente del governo, come la sottosegretaria al Wealfare Francesca Martini, ha fissato per domani un incontro con Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia. Secondo la Martini, infatti, il limite di 6 kg non permetterebbe di viaggiare alla maggioranza dei possessori di cani, la cui media di peso corporeo si attesta intorno ai 10 kg.
La Martini sottolinea, inoltre, che “per gli animali viaggiare in treno sia molto meno traumatico e rischioso rispetto al viaggiare in aereo, dove vengono trasportati in gabbie all'interno della stiva, in ambiente pressurizzato, con i rischi che ciò comporta”.
La misura, infine, potrebbe incentivare il fenomeno dell’abbandono. E a questo appello si aggiunge anche la voce del capogruppo del Pdl al senato, Maurizio Gasparri, che chiede a Trenitalia di tornare sui suoi passi.
Codici: non basta estendere l’obbligo?
Anche Codici, l’associazione di tutela dei consumatori, annuncia battaglia nel merito della questione, ponendo un quesito non trascurabile: “Perché un cane sotto i 6 kg dovrebbe avere, e potenzialmente trasmettere, meno pulci di un animale più grande”?
“Sarebbe più sensato chiedere il libretto sanitario con l'apposito bollino del trattamento antiparassitario, o destinare dei vagoni ai viaggiatori con cani” afferma la responsabile dell’associazione Valentina Coppola.
Noi aggiungiamo che forse gli animali in gabbia sono ovviamente limitati nei movimenti, limitando la diffusione di parassiti nei diversi spazi, ma crediamo che il trasportino non sia “ermetico”, dato che impedirebbe al quadrupede di respirare. Quindi?
Lav: la misura non risolve il problema parassiti
Nel frattempo, però, a guardare non resta, ovviamente, neanche la Lav, che chiede al ministro dei trasporti Matteoli di fermare l’ “anacronistica e inutile disposizione”.
Secondo la Lav, infatti, ormai una famiglia su due vive con quadrupede al seguito, e questa ulteriore limitazione aggraverebbe ulteriormente la circolazione dei possessori di cani, favorendo peraltro il trasporto privato.
Gianluca Felicetti, presidente Lav, accusa poi l’azienda di non risolvere in modo adeguato il problema dei parassiti, perché “la sporcizia sui convogli è dovuta alla maleducazione umana e all'inefficienza del servizio di pulizia di Trenitalia. Prendersela con i cani serve solo ad acquietare qualche ignorante coscienza, vista la sonora bocciatura operata dal mondo medico-
Milano: cane della Croce Rossa ritrova disperso nei boschi del comasco
Si chiama Brenda, un Golden Retriever femmina di sette anni, accompagnata dalla sua conduttrice Anita a ritrovare dopo due giorni e due notti di ricerche l'uomo di 34 anni che il primo settembre era scomparso a Rebbio (Como), dopo essersi inoltrato nei boschi intorno alla cittadina.
Il 34enne, Maurizio Petrosino, è stato ritrovato riverso in un prato, disidratato e in stato di semi-
L’uomo, scomparso lunedì è stato cercato da quattro unità cinofile – addestrate per la ricerca di superficie e sottomacerie -
Entusiasta il presidente del comitato provinciale di Milano della Croce Rossa Italiana, Alberto Bruno: “Sono felice per il positivo esito delle ricerche frutto di un lavoro costante delle nostre unità cinofile e della perfetta sintonia con i colleghi dei vigili del fuoco".
"Il ritrovamento in vita in un tempo così breve per questo tipo di ricerca è un segno della professionalità dei nostri operatori e dello splendido rapporto uomo-
03 / 09 / 2008